I primi indizi sul cioccolato risalgono a più di mille anni e procedono dalla selva piovosa dell'America del Sud, intorno ai fiumi Amazonas ed Esequibo dove la miscela tropicale di piogge abbondanti combinate all'umidità e le alte temperature annuali provvedono il clima ideale per il coltivo dell'albero di cacao.

L'albero fu adorato dalla civiltà Maya che lo credette d'origine divino, da ciò il significato del nome latino generico “L'alimento degli Dei”. Il cacao è una parola maya che significa “L'alimento di Dio”. I maya preparavano una bevanda dolce ed amara, tostando e pestando i chicchi di cacao con del mais e del peppe che dopo veniva fermentata; questa miscela era usata nelle ceremonie e come bevanda per l'elite ricca e religiosa. Inoltre mangiavano una crema preparata con il cacao.

Gli Azteca e dopo i Maya, anche apprezzarono altamente il cacao, ma siccome la civiltà Azteca abitava ad una maggiore altitudine sugli Andes, il clima non era l'adeguato per il coltivo dell'albero, cosicchè ne acquistavano i semi nel commercio o come bottino da guerra. Gli Azteca usavano i semi come moneta- con 100 chicchi ci si poteva comprare un tacchino oppure uno schiavo- e se ne pagavano i tributi o le tasse agli imperatori aztechi.

 

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