I primi indizi sul cioccolato risalgono a più di mille anni e procedono dalla selva piovosa dell'America del Sud, intorno ai fiumi Amazonas ed Esequibo dove la miscela tropicale di piogge abbondanti combinate all'umidità e le alte temperature annuali provvedono il clima ideale per il coltivo dell'albero di cacao.
L'albero fu adorato dalla civiltà Maya che lo credette d'origine divino, da ciò il significato del nome latino generico “L'alimento degli Dei”. Il cacao è una parola maya che significa “L'alimento di Dio”. I maya preparavano una bevanda dolce ed amara, tostando e pestando i chicchi di cacao con del mais e del peppe che dopo veniva fermentata; questa miscela era usata nelle ceremonie e come bevanda per l'elite ricca e religiosa. Inoltre mangiavano una crema preparata con il cacao.
Gli Azteca e dopo i Maya, anche apprezzarono altamente il cacao, ma siccome la civiltà Azteca abitava ad una maggiore altitudine sugli Andes, il clima non era l'adeguato per il coltivo dell'albero, cosicchè ne acquistavano i semi nel commercio o come bottino da guerra. Gli Azteca usavano i semi come moneta- con 100 chicchi ci si poteva comprare un tacchino oppure uno schiavo- e se ne pagavano i tributi o le tasse agli imperatori aztechi. Gli Azteca, così come i Maya prima di loro, godevano del cacao soltanto come una bevanda fatta dei semi crudi che offrivano sopratutto nei rituali e come un lusso disponibile solo per i più ricchi. Gli Azteca chiamavano questa bevanda Xocolatl, che risultò impossibile da pronunciare agli conquistatori spagnoli, perciò la modificarono a Cioccolat, e più in avanti gli inglesi la scambiarono a Cioccolato.
L'Imperatore azteca Moctezuma- al quale viene attribuito l'aver detto del Xocolatl: “È una bevanda divina che rinvigorisce la resistenza e attacca la stanchezza. Una tazza di questa preziosa bevanda permette ad un uomo camminare durante tutto un giorno senza mangiare.” La considerò un afrodisiaco e a quanto si dice se ne faceva servire cinquanta volte al giorno in un vassoio dorato.
Infatti, il Xocolatl era apprezzato dagli azteca più dell'oro e dell'argento, tanto che quando Montezuma fu sconfitto da Cortez nel 1519 e gli conquistatori vittoriosi frugavano il suo palazzo sperando trovarne dell'oro e dell'argento, tutto ciò che riuscirono a trovare furono grandi quantità di semi di cacao. Il tesoro non consisteva di metalli preziosi, ma ben si di semi di cacao.
IL CIOCCOLATO IN EUROPA
Il Xocolatl, Cioccolat o Cioccolato, come si è fatto conoscere, fu portato per la prima volta in Europa da Cortez, ma in quell'epoca gli conquistatori avevano già imparato ad adattare la bevanda al palato europeo mischiando i chicchi tostati e macinati con lo zucchero e la vaniglia, per compensare l'amarezza della bevanda azteca.
Le prime fabbriche di cioccolato furono rapidamente aperturate in Spagna dove i chicchi fermentati e secchi provvenienti dal Nuovo Mondo furono tostati e macinati, e all'inizio del secolo XVII la polvere del cioccolato – di cui la versione europea della bevanda ne era fatta – s'esportava in altre parti d'Europa. Nel trascorso di molti anni gli spagnoli conservarono in segreto la fonte della bevanda – i semi – e con tanto di successo che quando i bucanieri inglesi abbordarono quello che pensavano fosse la “Galea del Tesoro Spagnolo” nel 1579, lo trovarono carico di qualcosa che sembrava d'essere “escremento secco di pecore”, frustrati missero fuoco alla nave intera. ¡Se soltanto avessero saputo che il cioccolato era così caro in quell'epoca che valeva il suo peso non in argento, ma in oro, un vero tesoro!. Dopo alcuni anni la bevanda di cacao elaborata con la polvere prodotta in Spagna era diventata popolare attraverso l'Europa, prima nei Paesi Bassi spagnoli quindi in Italia, Francia, Germania ed intorno al 1520 arrivò in Inghilterra.